Non è nostalgia e non è moda. Quando parlo di The Art of Letting Go mi riferisco a una pratica concreta che ha radici profonde negli anni 60 e 70 e che oggi può ancora scuotere abitudini mentali rigide. Non aspettatevi canonici elenchi di tecniche. Questo pezzo vuole provocare più che consolare. Voglio che qualcosa si muova, anche solo un po.
Rituali che spezzano la routine
Negli anni 60 e 70 molte persone inventarono piccole scappatoie dalla prevedibilità quotidiana. Non erano sempre grandi gesti. Spesso erano decisioni con ricadute sottili: spegnere la radio per ascoltare la città, comprare un disco di cui non si sapeva nulla, lasciare una lettera senza aspettarsi risposta. Quel modo di vivere apriva spazi inaspettati dentro la testa. Oggi viviamo con microstimoli costanti che affollano quelle stesse nicchie. Prendere atto di questo vuoto creativo è il primo passo per riprendere un polso su di sé.
Un salto volontario nello scarto
Lasciare andare non significa svuotare la vita. È una scelta attiva che richiede coraggio e mestiere psicologico. Gli anni 60 e 70 insegnavano a sperimentare senza chiedere permesso alla propria immagine pubblica. Certe abitudini allora erano un laboratorio sociale dove si imparava a fallire in pubblico e a restare intatti. Mi irrita quando la modernità vuole venderti lidea che la libertà sia finalmente comoda. Non lo è mai stata e non dovrebbe esserlo.
Abitudini analogiche come antidoto digitale
Ci sono pratiche di quel periodo che funzionano oggi esattamente perché sono scomode. Tenere un diario scritto a mano per qualche mese ti costringe a rallentare ed a scegliere parole che contengono più peso. Curare un vinile richiede tempo e attenzione. Scegliere un luogo senza segnale per qualche ora ti costringe a una conversazione con te stesso che non ammette scroll. Non dico che siano ricette universali. Dico che funzionano come esercizi per i muscoli che la tecnologia ha intorpidito.
Il rischio del revival estetico
Mi disturba il revival che si ferma allesterno. Un outfit anni 70 senza il coraggio di cambiare il proprio modo di pensare è pura teatralità. Il rischio è di trasformare pratiche che nascevano da contraddizioni profonde in semplice merchandise per nostalgici. Se non si è disposti a sopportare la confusione e il disordine che il cambiamento crea, meglio restare dove si è. La vera eredità del passato sta nello spirito sperimentale non nellabito vintage.
Come praticare il lasciare andare oggi
Provo a essere concreto senza diventare manuale. Scegliete una piccola abitudine che state difendendo più per comodo che per convinzione. Può essere un oggetto, una routine digitale, una risposta sempre pronta. Domandatevi cosa succederebbe se non esistesse più. Poi lasciatela andare per un mese. Non per virtuoso spirito di prova. Per vedere quali pensieri emergono. I risultati saranno disparati e spesso imbarazzanti. Accogliete limbarazzo come un alleato.
Un appunto personale
Ho smesso di conservare fotografie non perché odi il passato ma perché mi sono reso conto che spesso le guardavo per procrastinare la vita che potevo ancora vivere. Non è stato un gesto eroico. Una mattina ho eliminato una scatola e la sensazione era strana. Era come togliere i calzini dopo una lunga giornata. Non perfetto ma liberatorio. Non affermo che sia la strada giusta per tutti. Dico però che la pratica del lasciare andare può essere un allenamento contro laccumulo emotivo e materiale che ci anestetizza.
Perché guardare indietro può farci andare avanti
Il passato offre soluzioni non perché fosse migliore ma perché alcune sue pratiche obbligavano a scelte meno automatizzate. Lidea di The Art of Letting Go non è una nostalgia estetica ma una riattivazione dei nervi ancora vivi. Una pratica che richiede attenzione continua e che non si adatta a formule rapide. Vi sfido a provarla con onestà radicale e poi a dirmi se non ha cambiato qualcosa.
| Idea chiave | Pratica | Effetto atteso |
|---|---|---|
| Rituali analogici | Scrivere a mano e curare oggetti | Rallentamento e profondità |
| Lasciare andare volontariamente | Abbandonare una routine per un mese | Chiarezza su priorità reali |
| Eredità sperimentale | Fallire in pubblico con coraggio | Maggiore resilienza e libertà |
FAQ
Come posso iniziare a lasciare andare senza drammi?
Inizia da qualcosa di piccolo e reversibile. Non è necessario distruggere tutto. Scegli un oggetto o una routine che senti non più utile e stabilisci un periodo di prova. Registra come ti senti e cosa cambia. Non è una gara di facciata. Limportante è lintenzione e la capacità di osservare senza giudizio severo.
Quanto tempo serve per vedere effetti reali?
Non esiste un numero magico. Alcuni vedono differenze in poche settimane quando limpatto sulle scelte quotidiane è diretto. Altri impiegano mesi perché il cambiamento richiede una riorganizzazione profonda delle abitudini. La costanza vale più dellintensità episodica.
È un approccio adatto ai giovani come agli anziani?
Sì ma per motivi diversi. Per i giovani può essere un atto di scoperta che rompe modelli imposti. Per chi è più avanti negli anni può essere un modo per eliminare zavorre inutili. In entrambi i casi la pratica chiede umiltà e verità con sé stessi.
Devo rinunciare ai ricordi per lasciar andare?
No. Lasciare andare non significa cancellare la memoria. Significa invece scegliere cosa mantenere in primo piano e cosa lasciare riposare. Puoi onorare il passato senza esserne prigioniero. Spesso la differenza è una questione di intensità emotiva più che di contenuto.

Alfredo Santalmassi è un esperto di contenuti per il web specializzato in cucina gourmet e piatti elaborati. Da oltre 8 anni cura la comunicazione editoriale di Dolce Locanda, raccontando con passione ricette raffinate, tecniche di alta cucina e abbinamenti ricercati.
Grazie al suo stile chiaro ma coinvolgente, capace di rendere accessibili anche le preparazioni più complesse, i suoi articoli sono diventati i più letti e apprezzati dai lettori del sito. Alfredo unisce competenza gastronomica, attenzione ai dettagli e una profonda conoscenza delle dinamiche digitali, trasformando ogni contenuto in un’esperienza che fa venire voglia di mettersi subito ai fornelli.
Menzioni Autorevoli: GamberoRosso.it
